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Controlla il tuo sito con più di cento test

Test Everything



Come s’intuisce dal nome, Test Everything è un servizio online che consente di lanciare più di cento controlli di un sito web.

Convalida CSS e HTML, strumenti SEO, Reti Sociali, Proxy Web, strumenti per il testo le immagini e tutta una serie di altri test di vario tipo rientrano nelle otto categorie disponibili.

Basta inserire l’URL di un sito web (in certi casi l’indirizzo IP), selezionare la categoria e gli strumenti spuntando quelli di cui vogliamo eseguire il test e il gioco è fatto.

Si può eseguire più di un controllo alla volta e in tal caso Test Everything produrrà una lista da cui partire per le verifiche.

Disponibile anche un bookmarklet da trascinare nella barra dei segnalibri per effettuare controlli al volo.

Un aggregatore che somiglia tanto a una sorta di coltellino svizzero per SEO e webmaster.

Via | Download Squad


Website Value Calculator: calcola il valore economico di un sito



Website Value Calculator è l’ultima proposta in questo genere di applicazioni.

L’apparenza non inganni, non è soltanto una curiosa opportunità per divertirsi a vedere il valore del proprio blog o di quelli altrui. Il risultato, infatti, è reso in base ad alcuni precisi parametri: Alexa Rank, Page Rank, backlinks dai motori di ricerca.

Vi troviamo aggregati una serie di importanti dati riguardanti un sito web. Non solo, Website Value Calculator informa anche su quanto si può realizzare con Text Link Ads, Chitika, Azoogle Ads.

Il servizio offre anche un widget da inserire per esempio nella sidebar.

Questo blog è stato valutato intorno ai 7.000$ (circa 5.000€). Siccome la compravendita di siti web comincia ad essere una pratica diffusa, informo che maestroalberto non è in vendita!


Bottoncini per vittime da PageRank…

Vendi annunci di testo? Sei anche tu una delle tante illustri vittime dell’aggiornamento del PageRank?

Non ti abbattere e prendila sul ridere. Inserisci questi ironici bottoncini sul tuo blog! Otterrai in cambio persino un backlink.

Ne troverai molti altri sulla pagina delle vittime anonime del Google PageRank.

Coraggio, ce la puoi fare…

La conferma ufficiale della penalizzazione in atto di Matt Cutts a proposito della vendita di annunci di testo.

Via | Google Blogoscoped

WebmasterEyes: mostra il PageRank del link di una pagina web



WebmasterEyes è uno strumento di monitoraggio che consente di visualizzare il PageRank di tutti i link presenti in una pagina web.

Basta inserire la URL e la pagina sarà caricata con un bottoncino che indica il PR accanto ad ogni link. Cliccandoci caricheremo la pagina relativa a quel link in WebmasterEyes e qundi possiamo usarlo anche come strumento di navigazione.

Utile per ottenere una visione globale e per valutare l’indice di PR nell’insieme, evitando di calcolarlo link per link. Per esempio posso valutare rapidamente il PR di una lista di siti, come un blogroll.

Altri due strumenti di controllo del PageRank da considerare sono Live PR e Google Pagerank Calculator.


PageRank, ossia lo strumento di dissuasione di Google



In questi giorni nella blogosfera non si fa altro che parlare di PageRank e di penalizzazioni a causa della vendita di link. La mia lo già detta a suo tempo nel Manifesto per l’abolizione del PageRank e non ho certo cambiato idea: la classifica che esso genera è del tutto adulterata.

A titolo esplicativo, riporto due interessanti punti di vista a riguardo, quello “belligerante” del buon Napolux e quello tecnico di Robin Good, entrambi illustri vittime di Google. Mi preme tuttavia lasciare una considerazione personale.

Il padrone della rete, Google, si limita ad eseguire alla lettera la politica di qualsiasi impresa commerciale, vuole mettere alla corda i concorrenti con tutti i mezzi a sua disposizione. Evidentemente sta usando il PR come mezzo di dissuasione.

Se nel tuo blog vendi link di testo di Text Link Ads o simili, automaticamente Google ti abbassa il PR: il PR è un indice di Google, non di internet.

Non capisco quindi chi si inalbera, Google è un gigante ma non è l’autorità assoluta di internet, come non lo è Microsoft per il mercato del software. Chi pensa di battersi contro per una rete migliore e più giusta conduce la battaglia di Don Chisciotte.

Pertanto le ovvie possibilità di scelta sono due:

  1. mi interessa il PR, allora faccio di tutto per sottostare alla policy di Google;
  2. me ne infischio del PR e continuo a vendere link di testo.

La confusione si genera quando si mescola il PageRank alle classifiche della blogosfera. Queste non saranno mai e poi mai perfette e si può discutere se includere l’indice di Google come autorevole sistema di valutazione oppure no.

Una brutta gatta da pelare per i SEO professionisti…

Intanto l’attesa attualizzazione generalizzata del PR deve essersi completata e stamattina ho scoperto che questo blog è passato da PR4 a PR5.

Un paio di link per calcolare il PR: Live PR e Google Pagerank Calculator.


Manifesto per l’abolizione del PageRank



Il PageRank di Google non viene aggiornato dallo scorso aprile. Di solito è attualizzato ogni tre mesi e quindi c’è un grande ritardo.

Forse Google ha deciso di eliminare il Page Rank? Magari!

Penso infatti che molti blogger e webmaster sarebbero a favore della sua abolizione, poiché ormai la classifica che esso genera è del tutto adulterata e visto che lo stesso Google ha contribuito nell’irrefrenabile opera di degrado del suo famoso indice di popolarità.

Se originariamente il PageRank intendeva valorizzare un sito internet in base a i link ricevuti, ora, a causa della deprecabile pratica dello scambio di link per interessi commerciali, la sua efficacia è fasulla, non corrisponde alla realtà.

Non mi riferisco tanto allo scambio di link tra blogger che hanno interessi comuni più o meno vaghi (anche se qualcuno mostra di esagerare), quanto alle opinabili strategie che spingono al mercantaggio dello scambio di link o, addirittura, alla compravendita.

Tutto ciò ha prodotto in Rete un panorama adulterato e confuso. Google in passato ha provato a limitare questa pratica generalizzata, in modo anche traumatico cancellando l’indicizzazione di alcuni siti web.

Il Page Rank è stato per Google la classica zappata nei piedi, l’ingresso in un vicolo cieco.

Spero che il ritardo del suo aggiornamento sia dovuto alla decisione di eliminarlo o perlomeno alla volontà di di trovare una strategia più pulita e trasparente per valutare il “rango” di una pagina web.

Una delle figure responsabili di Google, Matt Cutts, non lascia ben sperare parlando soltanto di un ritardo.

Questo blog, nel momento in cui scrivo, è l’unico dei primi cento nella classifica di BlogBabel con PR 4. Non che m’interessi particolarmente scalare posizioni, ma, in considerazione del valore assegnato a questo indice, penso sia un mezzo miracolo.

Se il Page Rank continuerà ad essere usato da Google così come è strutturato continuerà a proliferare anche l’usanza dello scambio e della compravendita di link: è un fatto fisiologico e naturale.



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