Archivio per la tag 'motori di ricerca'

Googlepolio



Accendo il computer. La prime cose che faccio sono controllare la posta in Gmail, leggere feed in Google Reader. Poi do una sbirciatina alle statistiche in Google Analytics e guardo se ho realizzato qualcosa in Google Adsense ma mi sa che dovrò fare una campagna pubblicitaria in Google Adwords

Sono un po’ stufo del mio Google Group, troppe email!

Ho un sacco di cose arretrate da fare: caricare un video in Google YouTube, foto in Google Picasa… me ne serve una da inserire nel mio Google Blogger, ma prima la geolocalizzerò in Google Maps.

Devo anche scrivere una relazione, lo farò con Google Docs così potrò trovarla sempre online, ho già fatto un paio di grafici con Google Spredsheet e una presentazione con Google Presentation.

Ho dato un’occhiata anche al mio motore di ricerca personalizzato creato con Google Coop e ne ho inserito il gadget nella mia startpage in iGoogle. Tanto che c’ero ho letto le mie Google News personalizzate.

Non devo dimenticare di scaricare Google Earth, ho intenzione di usarlo domani a scuola con i ragazzi, magari gli farò dare uno sguardo pure a Google Mars e a Google Moon.

Ho cercato in Google un sistema per creare una pagina web al volo in internet e ho trovato Google Page Creator.

Ultimamente ho troppi impegni ragazzi, la mia agenda che gestisco con Google Calendar è stracolma…

Twitter mi ha un po’ stufato, per fortuna presto potrò usare Google Jaiku e magari spedire messaggi dal Google Phone, speriamo che esca per Natale!

Che dire, per spiegare tutto su Google ci vorrebbe qualcosa di utile, magari un Google Wiki.


PanImage: ricerca di immagini in Google e in Flickr in più di 300 lingue



PanImage è un nuovo progetto proveniente dall’Università di Washington che consente la ricerca di immagini nella propria lingua madre e di ricevere risultati che si possono ottenere anche con la traduzione del termine in molte altre lingue.

In sostanza i risultati della ricerca sono la somma degli esiti riscontrati per ciascuna lingua in cui la parola è stata tradotta.

Per esempio se cerco la parola “fiori” in italiano ottengo 550.000 risultati, “flowers” in inglese 6.460.000, “flores” in spagnolo 1.320.000… E’ facile intuire la potenzialità di questo mezzo, che può essere usato anche come veloce traduttore.

Utile per chi non conosce le lingue e per curiosare tra strani ed oscuri idiomi distanti dalla nostra cultura.

PanImages supporta più di 300 lingue. Basta inserire il termine desiderato nella nostra lingua madre e ottenere una pagina con le traduzioni da dove effettuare la ricerca con un semplice click.

Cliccando su un termine Google mostra i risultati in quella lingua e Flickr si comporta allo stesso modo. I due motori si suddividono lo schermo in 2 parti uguali.

Decisamente utile.

Via | TechCrunch


Il mondo secondo Google


clicca sulla mappa per vederla a tutto schermo

Google ha creato le sue celebri mappe e il sito tedesco Inkom ha creato a sua volta un planisfero usando i termini più ricercati in rete secondo la località geografica.

I dati fanno riferimento ai mesi di aprie, maggio e giugno 2006. Il risultato è un’enorme vetrina delle preferenze dei navigatori che usano il famoso motore di ricerca.

Clicca sull’immagine dell’Europa e scoprirai che in quel periodo l’Italia era il paese della Juventus, della Coppa del Mondo e del Meteo… infatti, di che cosa si parla sempre se non del tempo e di calcio?

Via | despuesdegoogle


Google contro Master New Media: la retenovela è finalmente finita

Il caso Robin Good (Master New Media) penalizzato da Google che si è trovato all’improvviso a gestire un calo di visite dell’ 70%, ha raggiunto finalmente il suo felice epilogo.

Il buon Robin invita gli editori indipendenti come lui a farsi sentire presso Google affinché non accadano casi come il suo, ma non fornisce ancora il motivo preciso o l’errore che ha causato la sua penalizzazione, aspetto che realmente interessa chi a seguito questa storia intricata.

Lancia tuttavia un invito a riflettere sicuramente da condividere:

“(pull)il fatto E’ che GOOGLE PUO’ penalizzare arbitrariamente siti web senza la necessità di fornire spiegazioni trasparenti sul perché dell’accaduto(/pull). Se notificasse apertamente ai siti web cosa c’è che non va, non avrei nulla da obiettare contro tali penalizzazioni, dato che i siti colpevoli avrebbero l’opportunità e il tempo di correggere laddove hanno sbagliato.”

Come ho già detto, la vicenda è una buona occasione per SEO, SEN e consulenti di marketing per apprendere qualcosa in più, ma anche per il blogger che vuole imparare alcune tecniche per posizionare il suo sito nelle ricerche dei motori.

Probabilmente ci saranno ancora altre puntate della “retenovela”, se siete interessati seguitele su Master New Media e in bocca al lupo a Robin Good e alla sua cricca di collaboratori.

Ricordo i miei post precedenti e un interessate articolo di Camisani Calzolari a riguardo e sulla “questione digitale” in generale:

Riferimenti:



Google contro Master New Media: la retenovela continua

Il caso Robin Good (Master New Media) penalizzato da Google che si è trovato all’improvviso a gestire un calo di visite dell’ 70%, assume di giorno in giorno nuovi interessanti sviluppi.

Google non indicizza più le sue pagine che sono passate dalla prima di una ricerca alla 10 se non peggio. Per sua stessa ammissione, (pull)un aiuto a riprendersi gli è venuto dai blogger(/pull) che come me seguono il suo caso e contribuiscono a generare visite.

Sembrava che la causa fosse aver venduto gli annunci di Text Link Ads (pratatica deprecabile secondo lo stesso Robin che recita un tardivo mea culpa), ma ora saltano fuori altre interessanti implicazioni: commenti spam lasciati sugli articoli per troppo tempo, o domini multipli che puntano allo stesso IP e che creano contenuto apparentemente duplicato sul sito.

L’accaduto a mio avviso è una buona occasione per SEO, SEN e consulenti di marketing per apprendere qualcosa da questa esperienza, ma anche per il blogger che vuole imparare alcune tecniche per posizionare il suo sito nelle ricerche dei motori.

Aspetto le prossime puntate della “retenovela” su Master New Media.

Ricordo il mio post precedente Scappa da Text Link Ads! Se sei ancora in tempo… e un’interessate articolo di Camisani Calzolari a riguardo e sulla “questione digitale” in generale.

Riferimenti:



TwitDir: la Twitter directory




TwitDir è un motore di ricerca che sfruttando le API di Twitter rovista nel database dei suoi utenti pubblici indicizzandoli.

Per cercare qualcuno basta digitare il nome o il luogo di origine nella barra di ricerca.

Ci sono anche le classifiche dei 100 più seguiti, dei primi 100 utilizzatori (updaters) e dei primi 100 seguitori (fellowers) della twittersfera.

In buona sostanza TwitDir non è altro che è una directory degli utenti di Twitter, ma molto ben organizzata.

Divertente curiosare soprattutto nelle classifiche e utile per trovare i twitters provenienti dalla tua città o da altre città.

Via | KillerStartups


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