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Airstory: un innovativo editor di testo online collaborativo

Airstory un editor di testo online che presenta alcune caratteristiche innovative.

Il concetto su cui si basa è quello in cui i vari membri di un team aziendale, un’organizzazione, un istituto scolastico elaborano un documento inserendo porzioni di testo le quali possono essere spostate con il drag&drop, ossia trascinandole da una parte all’altra come in una specie di puzzle per rendere il testo più omogeneo e completo.

Il tutto avviene in forma collaborativa direttamente via web nella finestra del browser.

Si possono copiare ed incollare testi direttamente da internet da qualsiasi sito ed inserirli per poi modificarli e trascinarli realizzando una ricerca collettiva o un elenco di citazioni.

Attraverso un bookmarklet per Chrome si possono inviare i testi copiati direttamente all’editor e quindi lo strumento funziona anche come clipboard per prendere appunti e note al volo in internet.

I vari utenti del team potranno sempre tenere traccia delle loro e delle altrui modifiche e i salvataggi avvengono in tempo reale. I documenti realizzati possono essere facilmente esportati a Google Docs.

Per il resto Airstory si comporta come un programma di scrittura tradizionale con le funzioni classiche di formattazione, ma offre modelli e stili di documenti già pronti a seconda del tipo di lavoro si deve svolgere.

Airstory è un’applicazione gratuita previa registrazione che fornisce anche un piano pro a pagamento.

Impari: piattaforma di apprendimento social che si integra con le LIM

Impari è una piattaforma di apprendimento social tutta italiana studiata per andare oltre i limiti delle Lavagne interattive Multimediali e che ha lo scopo di offrire un modello collaborativo di didattica creato dai docenti per gli studenti nel quale essi condividono le loro esperienze e materiali didattici propri.

Il progetto nasce qualche anno fa in Sardegna dopo che circa 9.000 aule furono dotate di LIM e maturando la consapevolezza che esse avevano bisogno di una maggior integrazione nel processo di insegnamento-apprendimento.

In particolare ci si rendeva conto che i software d’autore di cui sono dotate le varie SmartBoard, Promethean o Starboard, pur essendo ben strutturati, presentano evidenti lacune da un punto di vista pratico.

Mancano di integrazione con dispositivi mobili come tablet e smartphone per esempio, non presentano un legame diretto con internet, il cloud e le piattaforme social e conseguentemente non sono adatti per quello che viene definito social learning collaborativo (o e-learning 2.0).

Inoltre salvano lezioni in formati di file chiusi per nulla condivisibili e generalmente poco convertibili in formati aperti (al massimo PDF). Pertanto, essendo le scuole dotate di marche diverse di lavagne elettroniche, risulta difficile lo scambio e la condivisione dei materiali tra docenti e tra insegnati e studenti.

Impari, dunque, nasce con il proposito di superare questi gap con l’intento di promuovere la condivisione dei contenuti e l’aspetto social.

Utilizzabile sia dal docente per preparare la lezione con la LIM, sia dallo studente per prendere appunti sul tablet collegato in cloud alla lavagna, Impari è un ambiente di studio partecipato tipico per esempio della flipped classroom (classe capovolta), interamente basato sul cloud e basato su formati di file aperti (HTML, Javascript, ecc.) facilmente condivisibili.

Per realizzare materiali basta un accesso ad internet, un semplice browser (Edge, Internet Explorer, Chrome, Firefox, Safari, Opera) e nessun altro software aggiuntivo. Potremo subito generare e condividere esperienze per qualsiasi sistema operativo (Apple, Android, Windows, Linux) e per ogni device (PC, LIM, iPad, iPhone, tablet  e telefonini Android).

E’ necessario puntualizzare che Impari è un ambiante di creazione e di produzione del tutto indipendente dalla LIM, che offre applicativi web da per generare materiali didattici di vario genere. Non solo, questi strumenti possono essere usati contemporaneamente collegandosi in cloud alla piattaforma.

Con Impari si possono creare libri a partire da una selezione di Wikipedia, costruire libri digitali, realizzare un giornalino scolastico, fare riassunti automatici, annotare video, costruire linee del tempo, partecipare a video conferenze, realizzare presentazioni, prendere appunti, generare mappe mentali, ricavare mappe concettuali da un testo qualsiasi, produrre quiz a scelta multipla, scrivere formule matematiche, preparare esercizi, strutturare rubriche di valutazione e via dicendo.

Insomma una piattaforma educativa social learning completa, ricca di strumenti didattici utili, fruibili liberamente in modo amichevole con un pizzico di impegno e di fantasia.

Picmoji: un sito dove realizzare capolavori con emoticon, simboli e faccine

Visto che siamo in clima di Carnevale voglio proporvi un sito forse inutile ma davvero curioso e divertente.

Picmoji, infatti, offre un’applicazione web dove realizzare capolavori con emoticon, simboli e faccine.

Si tratta di un puro e semplice convertitore di immagini basato sul web: basta caricare un file, anche trascinandolo nell’apposito spazio messo a disposizione, per ottenere la stessa figura formata solo ed esclusivamente da faccine.

Ogni pixel dell’immagine sarà convertito in simboli in base al colore.

Il processo di conversione durerà in base alla qualità del formato della foto sottomessa al processo.

Una volta ottenuta, l’opera d’arte contemporanea potrà essere liberamente scaricata ed usata per i nostri progetti ed attività del tutto gratuitamente.

CC Search: un motore di ricerca di immagini Creative Commons di libero utilizzo

Creative Commons lancia CC Search un motore di ricerca delle immagini di libero utilizzo fornite con le celebri licenze senza vincoli di copyright.

Ancora in fase beta, offe la possibilità di ricercare immani all’interno di archivi aperti e secondo dei filtri prestabiliti.

Il database è basato principalmente su Flickr, 500px, la Biblioteca Pubblica di New York e il Museo Metropolitano di Arte, Rijksmuseum, con un catalogo di 10 milioni di file disponibili.

I filtri consentono di ricercare in base alla licenza, al nome, al possessore, a tags, a collezioni e istituzioni.

L’attribuzione delle immagini da usare nei nostri progetti risulta facilitata da un codice HTML o da un link condivisibile.

Da utenti registrati le ricerche possono essere salvate e si possono creare liste di preferiti.

Il progetto è destinato a migliorare in futuro, sia nel contenuti dei database, sia nelle funzioni da offrire all’utente.

 

LearningApps: app, giochi e percorsi didattici interattivi

LearningApps è una piattaforma web 2.0 dove realizzare e trovare app, giochi e percorsi didattici interattivi di ogni disciplina e grado scolastico.

Tutto è organizzato tramite moduli, chiamati appunto APP, già esistenti che possono essere modificati dagli utenti con contenuti didattici personalizzati direttamente online.

LearningApps.org già contiene una ricca raccolta di moduli a disposizione di tutti, ma coloro che si registrano gratuitamente al portale possono mantenere traccia del proprio lavoro.

I moduli da soli non sono una vera e propria unità didattica articolata, ma possono essere usati e modificati per uno specifico percorso di insegnamento.

In pratica si possono creare in modo piuttosto intuitivo giochi didattici, test, quiz, compiti, linee del tempo, cruciverba, sondaggi e molto altro ancora.

Le App possono essere condivise nel web tramite il link corrispondente, inserite in una pagina web e diffuse con un codice QR.

Sopra un video tutorial di App per Prof e sotto una serie di guide su come realizzare moduli di Elisabetta Buono.

TES Tech with Blendspace: realizzare e condividere lezioni multimediali facilmente

 

Blendspace, ora TES Tech with Blendspace, è una risorsa online utile a realizzare e condividere lezioni multimediali facilmente in una o più classi.
 
In modo davvero intuitivo si possono caricare ed organizzare in forma didattica immagini, video, testi scritti e file.
 
La registrazione di docenti e studenti è gratuita e si può effettuare anche tramite un Google account.
 
Oltre ai vari tool dove inserire contenuti semplicemente trascinandoli all’interno del pannello di controllo, Blendspace permette di ricercare ulteriori contenuti da altri social, come Youtube, Flickr, ecc., e di aggiungerli al volo alla lezione.
 
Naturalmente si possono anche caricare file dal proprio computer o dai servizi cloud come Google Drive o Dropbox.
 
La lezione finita può essere condivisa con un link nei social, in Google Classroom, tramite codice QR per smartphone e inserita in una pagina web e gli allievi vi possono accedere anche se non sono registrati.
 
Tuttavia all’interno di Blendspace è possibile creare e gestire classi virtuali ma in questo caso gli alunni dovranno registrarsi alla piattaforma come studenti.
 
Video tutorial di Prof Digitale.

albertopiccini.it

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