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Geek vs. Hipster [infografica]

Source: geeksaresexy.net via Alberto on Pinterest

Geek vs. Hipster è un a simpatica infografica in inglese che mette in relazione geek e hipster.

Mentre molti sapranno chi è un geek, in pochi conosceranno il significato di hipster.

Si legge in Wikipedia che il termine designa giovani sulla ventina, di classe medio-alta, istruiti e abitanti dei grandi centri urbani, che si interessano alla cultura alternativa come l’indie rock, l’elettronica, i film d’autore e le tendenze culturali emergenti. Si professano ottimi conoscitori della lingua inglese e amano appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti, ammantandosi di un caratteristico – e piuttosto snob – stile rétro […] Il termine è utilizzato in maniera contradditoria, rendendo difficile l’identificazione di una cultura precisa, perché essa è un mix di stili ed è in costante mutazione. La peculiarità degli hipster, infatti, è la volontà di essere “inclassificabili”. Professano come loro valori il pensiero indipendente, la controcultura, la politica progressista, la creatività, l’intelligenza e l’ironia, ma si tratta più che altro di una posa piuttosto che di una reale attitudine.

L’infografica fa seguito a quella ormai famosa nel web che metteva in relazione Geek vs. Nerd.

La Scuola Galileiana “sbarca” sui social network

scuolagalileiana

Intervengo come “ospite” su questo blog ringraziando Alberto per lo spazio concesso, uno spazio che ho espressamente richiesto facendo quello che so fare meglio, raccontare una storia, tema che nel marketing va oggi molto di moda, una ricerca per “storytelling marketing” su Google potrà soddisfarvi.

Questa è la storia di una delle realtà formative più prestigiose d’Italia, la Scuola Galileiana di Studi Superiori, ed è la storia di una realtà che, anche grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, punta all’eccellenza.

Modellata sull’esempio della Scuola Normale di Pisa, ogni anno, la Scuola Galileiana offre una grande opportunità per ventiquattro studenti (10 della Classe di Scienze Morali e 14 della Classe di Scienze Naturali), scelti in base ad una rigorosa prova d’ammissione.

Per quanti superano la prova di ammissione si apre un cammino ricco di stimoli culturali e di opportunità di crescita intellettuale e personale.

Iscritti ai corsi dell’Università con l’obbligo di mantenere un’ottima media (minimo 27/30), i “galileiani”, ospitati presso il collegio Morgagni, possono usufruire di significativi vantaggi economici e possono beneficiare delle tante occasioni di apprendimento ideate per loro.

Il rapporto con la Scuola Normale Superiore di Pisa e altre scuole di eccellenza in Italia e all’estero, consente agli allievi un continuo confronto dello storico patrimonio di esperienza didattica e scientifica delle più prestigiose sedi accademiche.

Una prova di ammissione rigorosa, un percorso complesso, un periodo di studi importante, perché uno studente dovrebbe scegliere tutto questo? Spinti forse dalla carriera di chi già è passato per la Scuola Galileiana, forse dalla possibilità di studiare con tutor assegnati o, molto probabilmente, dalla grande passione per la conoscenza, molti giovani scelgono di provare questo percorso.

La Scuola Galileiana non ha senza dubbio bisogno di un consulente di marketing come chi scrive per saturare le proprie richieste di iscrizioni ma è la volontà di ricerca delle eccellenze all’interno di un bacino più ampio possibile che ha portato il direttore Prof. Cesare Barbieri (da me intervistato su MarketingArena) e l’intero Consiglio Direttivo a scegliere di migrare parte della campagna di comunicazione annuale in occasione del periodo di ammissione (che scade il 2 settembre, qui il bando) aprendo le porte ai social network con:

L’idea è quella di costruire una piattaforma di discussione e dibattito alimentata dagli studenti stessi, che già hanno aderito con interesse alle prime iniziative come “racconta la Galileiana in un tweet”.

Mi piace pensare che realtà anche molto tradizionali come la Scuola Galileiana possano aprire le proprie porte e cavalcare l’onda della nuova comunicazione, mi piace raccontarvi questa sfida, e ancor di più ci piacerà condividere i risultati di un progetto di cui abbiamo solo messo le basi che vuole trasformare la comunicazione (che negli anni scorsi si fermava con il concludersi delle iscrizioni) in informazione duratura e continua ed in pubblico spazio di dibattito per i propri studenti di eccellenza.

Guest post a cura di Giorgio Soffiato.

App Store Instant e iTunes Instant: due nuovi mashup per la ricerca in tempo reale

appstore_instant

Tra tutti gli esperimenti nati dopo il lancio di Google Instant meritano attenzione App Store Instant e iTunes Instant.

Anch’essi seguono la moda dei mashup per ricerca in tempo reale.

Il primo, come si intende facilmente dal nome, è uno strumento per ricercare le applicazioni per iPhone e iPad nell’AppStore. Il secondo, invece, rovista lla velocità della luce all’interno di iTunes.

itunes_instant

Entrambi sono stati lanciati da giovanissimi sviluppatori. iTunes Instant addirittura da un ragazzo di soli 15 anni.

La Camera dei Deputati apre un canale su YouTube


La Camera dei Deputati apre un canale su YouTube.

Il motivo ce lo spiega nel video il Presidente Onorevole Gianfranco Fini. E nella presentazione si legge quanto segue.

Qui potrete scoprire e conoscere Palazzo Montecitorio e la sua storia, essere informati sulla vita parlamentare, sui lavori in Assemblea e in Commissione. Ma potrete anche ripercorrere le vicende della Camera attraverso i suoi più illustri protagonisti, visitare le sale del Palazzo, soffermarvi su una mostra, curiosare dietro le quinte.

Vogliamo entrare in contatto diretto con i cittadini, senza mediazioni e filtri, per far sentire le istituzioni sempre più vicine alla vita di tutti i giorni. Ci interessa sapere che cosa pensate del canale Youtube della Camera. E anche se al momento non riusciamo a pubblicare i vostri commenti, siate certi che ne faremo il miglior uso possibile.

Essendo appena reduce con i miei allievi di classe quinta da una interessantissima visita didattica proprio nelle aule di Montecitorio allo scopo di avvicinare i giovani alla conoscenza e al rispetto delle istituzioni non posso fare a meno di raccogliere la “sfida” lanciata dal Presidente Fini.

Noi vi seguiamo, non ci deludete.


Badoo raggiunge i 15 milioni di utenti


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Se Netlog è la più grande rete sociale giovanile italiana, Badoo non è da meno, il social network sta raggiungendo infatti i 15 milioni di utenti nel mondo.

Detto con le loro parole

Badoo è una vera comunità online mondiale che fornisce ai propri membri la possibilità di comunicare e condividere la propria vita, con persone dello stesso luogo o con persone da altre parti del mondo.

Molte funzioni includono la prossima generazione del foto/video sharing e del networking. Molto importante, Badoo, offre la possibilità ai suoi membri di attirare velocemente pubblico di massa per se stessi e per il proprio lavoro.

Come ho già avuto modo di dire questo genere di community rispondono a un target ben preciso. La “Badoo generation” è quella dei ragazzi che amano mostrarsi e farsi notare, dei tronisti e delle veline, di chi cerca amicizia, amore e spesso anche sesso online.

Inutile nascondersi dietro facili moralismi: è quello che fanno molti ragazzi di oggi. Se questo genere di reti sociali hanno milioni di utenti ci sarà pure un motivo d’interesse.

La risposta ai sociologi e ai massmediologi, che spesso sono peggio di chi frequenta Badoo e Netlog…


Nel dubbio, ti amo


Nel dubbio, ti amo

Nel dubbio, ti amo è il titolo di un libro-DVD con 100 video profili edito da Rcs che mi è stato gentilmente regalato.

Vi si racconta con molta leggerezza l’amore e i sentimenti nell’era delle chat e dei social network, attraverso i segreti e i retroscena del programma TV cult The Club.

The Club è soltanto la parte visibile di un progetto molto più ampio: dietro a quella trasmissione esiste, infatti, una community composta da ben 300.000 iscritti.

Ho letto recensioni di vario tipo riguardo “Nel dubbio, ti amo”. Alcune compiaciute, altre molto negative, addirittura devastanti.

Personalmente l’ho letto con distacco, nel senso che non mi piacciono i moralismi e ho cercato di capire cosa ci può essere dietro a un fenomeno così di successo.

Certo, non è normale trovare “Amicizia, Amore e Sesso in Chat”, ma è quello che fanno molti ragazzi di oggi.

Il fatto è che il libro è diretto ad un target ben preciso, quello della “Badoo generation”, di chi fa provini per Big Brother e per diventare velina.

Nel libro si trovano consigli su come avere successo e di come incontrare in The Club. Un manualetto dunque, molto leggero, forse troppo quando si leggono e si ascoltano le domande e le risposte dei ragazzi.

Personalmente ho altri gusti e le mie letture preferite sono altre.

“Nel dubbio, ti amo”, ripeto, è diretto ai ragazzi che frequentano questo tipo di comunità virtuale, a chi vuol conoscere le loro opinioni e i loro segreti.

Se queste reti sociali hanno centinaia di migliaia di uteti, a volte milioni, ci sarà pure un motivo d’interesse.

Prendiamone atto.



albertopiccini.it

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