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Floor Planner: progettare, disegnare, arredare una casa online

floor planner



Ieri sono andato all’Ikea con mia moglie. Pur disponendo di un monovolume molto capiente, non so come sono riuscito a caricare tutti gli acquisti.

Ho dovuto spostare il sedile in avanti, la pancia mi sbatteva sul volante e un materasso mi costringeva a stare con la testa in piegata, sembravo un bambino troppo cresciuto sugli autoscontri al luna park…

Devo sistemare la cameretta di mio figlio. Oggi ho montato mobili, scaffali e quant’altro e sta venendo fuori un arredamento molto diverso da come ce l’eravamo immaginato.

Se avessi pensato a prima Floor Planner forse avrei fatto le cose con più criterio (moglie permettendo, ovviamente… :D)

Si tratta di una applicazione online gratuita che, tramite disegni di elementi d’arredo già predisposti, permette di progettare un appartamento e di arredarlo proprio come fa un architetto.

Molto utile se dobbiamo comprare e ristrutturare casa per collocare mobilio, sanitari, impianti, infissi, elementi d’arredo a nostro piacimento e provare le varie soluzioni.

Ottimo per valutare un cambiamento interno, spostare mobili o provare a collocare nuovi acquisti.

Magari successivamente si potrebbe consultare un architetto, ma intanto con Planner Floor ci si fa un’idea.

Questo strumento permette di progettare più piani, soffitti, garage e anche spazi esterni come un giardino. Assomiglia un po’ al gioco dei Sims quando si costruiscono una casa a propria misura.

L’interfaccia grafica è piacevole, è facile da usare e gli elementi predefiniti si spostano trascinandoli con il mouse, non c’è bisogno di possedere alcuna conoscenza di progettazione, le creazioni realizzate possono essere condivise.

Per questi motivi è consigliato anche ha chi non ha la minima idea di come realizzare la sua casa e vuol provare varie tipologie di appartamento.

Non fate come me, prima di fare acquisti pensateci bene!

Per aspiranti architetti.

Via| Webware

Motore Universitario: cerca nei siti web delle Università Italiane



Michele di Tuttosoftware mi segnala Motore Universitario, un motore di ricerca rivolto sopratutto agli studenti universitari.

E’ stato realizzato con Google-Coop CSE, il servizio fornito da Google per la creazione di motori di ricerca personalizzati.

Motore Universitario restringe i risultati di ricerca di Google ai soli siti web delle università italiane, ed è rivolto soprattutto agli studenti alla ricerca di tesi, appunti, dispense, ma in futuro c’è l’intenzione di allargarlo ad altre fonti.

A questo punto tutti gli ordini della scuola italiana sono ricoperti da 3 motori realizzati con Google Coop CSE:

  • Ricerche Maestre: il web per la Scuola Primaria (infanzia, elementare, media), mia orgogliosa realizzazione collaborativa
  • Educity: motore di ricerca per studenti e professori (superiore)
  • Motore Universitario (università)

Senza dubbio un bel risultato nel campo del Web 2.0 italiano.


BabyStepz: minisiti web per bebè


Per i neogenitori tecnologici che desiderano creare un album virtuale per i propri pargoletti BabyStepz è la giusta soluzione.

Più facile di un blog, con i template appropriati per lo scopo e protezione tramite password, vi si possono inserire testi, foto, video.

Molto divertente curiosare sulle tante pagine degli altri bambini e prendere spunti per le nostre.

Un sistema immediato che permette di conservare il ricordo dei tanti momenti emozionanti trascorsi con i propri piccoli.


Glubble: estensione Firefox per una navigazione sicura e protetta



Glubble è un’estensione per Firefox pensata per famiglie con bambini al di sotto dei 12 anni. Per chi, come me, ci lavora anche a scuola è un’autentica manna dal cielo.

Negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria campagna di demonizzazione di Internet ad opera anche di influenti esponenti politici, sulla scia degli episodi legati alla piaga del bullismo scolastico.

Si è chiesta addirittura una censura dei contenuti di libero accesso della rete in quanto raggiungibili da chiunque, anche da adolescenti e bambini.

Genitori ed insegnanti non dovrebbero mai lasciare i bambini da soli al computer liberi di navigare. Spesso gli adulti non hanno i mezzi per difendersi e i figli, la cui richiesta di Internet è in grande crescita, ne sanno più dei padri.

Tra le tante soluzioni arriva una comoda estensione per Firefox che si pone il compito di proteggere i minori dall’accesso a contenuti non consoni alla loro età.

Glubble in buona sostanza consente di generare una lista di siti web approvati dall’utente adulto che possono essere gli unici ad essere navigati e visti dai bambini.

Ad essi (ma anche agli adulti) possono essere associati diversi profili in modo tale da soddisfare le esigenze delle diverse fasce di età.

I siti non inclusi nelle liste sono bloccati e ciò accade per le ricerche in Google e Yahoo.

C’è una lista di siti precaricati in Giubble considerati idonei al mondo degli under 12 chiamata Glubble World. La directory è molto ricca ma purtroppo indicizza soltanto siti in lingua inglese, essa rappresenta comunque una buonissima base di partenza.

L’aspetto di Glubble è amichevole, adatto al target cui è rivolto con un’interfaccia adatta anche ai piccolissimi che ancora non sanno leggere. Il sistema dei permessi è immediato.

A mio avviso si tratta di una buona opzione, adatta più all’insegnante e al genitore esperto piuttosto che al navigatore saltuario poiché richiede, oltre all’uso di Firefox, una configurazione e tutto un lavoro di selezione che potrebbe essere lungo e minuzioso.

A chi è alla ricerca di strumenti per la navigazione sicura per questa fascia di età caldeggio l’uso del motore di ricerca da me costruito in collaborazione con alcune colleghe insegnanti Ricerche Maestre: il Web per la Scuola Primaria (vedi l’articolo di presentazione).

Ricerche Maestre


Glubble



Mamme 2.0



La Festa della Mamma si avvicina e, per la circostanza, segnalo due siti in lingua inglese che testimoniano come anche per le mamme si aprano spazi in stile web 2.0.

Operation Mom è una rete sociale dove le genitrici geek possono incontrarsi e condividere interessi, problematiche e consigli in comunità.

MumSpace è uno spazio escusivo per mamme che consente di creare un blog alle utenti dove pubblicare similmente consigli, idee, opinioni del difficile mestiere femminile.

Si possono anche pubblicare foto e, naturalmente, entrare in contatto con le altre mamme.

Segnalo anche 2 siti italiani, più convenzionali, dedicati escusivamente alla mamma: Mamma.it e lo spazio del Corriere della Sera Quimamme.

Se vi interessano contenuti per le famiglie e i bambini riguardanti la festa della mamma gurdate lo speciale che ho dedicato alla festa sul mio blog scolastico.



Il Ministrero dell’Istruzione considera Internet come una droga

Leggo su Punto Informatico questa sconcertante notizia: La scuola tratta Internet come una droga. La riporto integralmente sotto:

Roma – È una novità di questi giorni la pubblicazione del piano triennale per il “benessere dello studente” del quale sono state pubblicate le linee guida dal ministero dell’Istruzione. Linee guida che possono lasciare a bocca aperta chi le legge.

Scrive Alessandro a Punto Informatico: “ho ascoltato questa mattina alla radio il Ministro Fioroni e sono rimasto allibito”. Il motivo? È presto detto. Nel documento si fa esplicito riferimento al piano nazionale del ministero della Salute Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari per il quale “sono in fase di realizzazione le seguenti attività”:

Presentazione delle linee guida nazionali congiunte rivolte agli operatori della scuola e della salute per prevenire l’obesità e i disturbi dell’alimentazione (anoressia e bulimia) e prevenire i fenomeni di dipendenza (droghe, alcool, tabacco, farmaci, doping, internet).

“Ora ho capito finalmente – sottolinea Alessandro – come mai è stata staccata la rete internet delle scuole (vedi articolo su Punto Informatico). Sono allibito da questa retromarcia sulla tecnologia (assimilandola alla droga !!!!!) che le scuole stanno compiendo”.

Difficile dire se sia una retromarcia, di certo gli annunci su Internet che arrivano dal ministero dell’Istruzione in questi mesi hanno sorpreso molti. Ma forse una logica c’è. Magari qualcuno la scoprirà.

Paolo De Andreis

Rimango stupefatto e sconcertato. Dopo le circolari che invitano i professori a trasformarsi in carabinieri e a sequestrare costosi telefonini (neanche le stesse forze dell’ordine hanno tale potere) stabilendo essi stessi i criteri per farlo, dopo aver demonizzato YouTube e Google Video nella giusta crociata contro il bullismo, scagliandosi contro il mezzo e non contro il malcostume di quanti lo adoperano, dopo la figuraccia rimediata dal Ministro quando il suo sito personale, lasciato in mano ad improvvisati amministratori, fu tempestato da pornografia, ci mancava pure questa…

Come ho già avuto modo di dire in queste pagine, da insegnante sono proprio stufo di sentire continuamente notizie sul bullismo, spesso stravolte e strumentalizzate dai media.

Si demonizza il mezzo (il cellulare, internet), le colpe ricadono sulla scuola, come se fosse l’unica istituzione a cui demandare l’educazione dei nostri figli. Troppo comodo e poco costruttivo.

Dopo aver invocato misure restrittive “alla cinese” riguardo la politica per internet per poi fare una parziale retromarcia, arriva quest’ultima perla: internet come una droga.

Da appasionato, insegnante, operatore che ogni giorno si dedica con passione a trasmettere un messaggio positivo e possibilmente educativo riguardo le nuove tecnologie, mi sento colpito nel mio mondo, colpito ed affondato.

L’improvvisazione e l’estemporaneità di certi giudizi denota la totale ignoranza di gran parte dei nostri politici riguardo l’uso della Rete.

E’ triste constatre che mentre Eurostat diffonde dati secondo cui l’Italia è un Paese arretrato nell’uso di Internet e sulla conoscenza del computer da parte dei giovani della fascia di età tra 16 e 24 anni, mentre si sottraggono continuamente fondi alla scuole le quali non possono investire in infrastrutture tecnologiche e i cui laboratori d’informativa, spesso del tutto assenti, versano in condizioni di totale obsolescenza, l’unica iniziativa per tutelare il “benessere dello studente” sia quella di dirci che Internet è soltanto una forma di dipendeza assimilabile alla droga.

Mi piacerebbe sapere invece, cosa pensa di inventarsi il Ministro (quando smetterà di circondarsi di cattivi ed improvvisati consiglieri) per portare la scuola italiana almeno al livello della media europea nell’uso delle tecnologie dell’informazione?

Posso di certo sbagliarmi e chiedo scusa per lo sfogo.



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