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Mettere in pausa la ricezione delle email per evitare lo stress con Inbox Pause

Tutti i giorni siamo subissasti di email: le leggiamo dal computer di casa, dall’ufficio, dallo smartphone o dal tablet in mobilità. Siamo ossessionati dalle continue notifiche.

Perché non concederci uin momento di assoluta tranquillità e decidere noi stessi quando consultare la nostra casella di posta elettronica?

Inbox Pause di sicuro ci può venire in aiuto perché è un comodo ed efficiente servizio che consente di mettere in pausa la ricezione delle email per evitare lo stress.

Si presenta come estensione per Google Chrome ed una volta installata gratuitamente nel browser basta attivare la pausa delle notifiche di ricezione con un semplice click.

Funziona alla grande con Gmail ed è anche un ottimo strumento per salvagurdare la privacy quando navighiamo in internet in un contesto pubblico.

Inbox Pause è anche in grado di inviare un messaggio di posta elettronica a chi ci ha scritto una email per informare che la nostra ricezione è momentaneamente disattivata.

5.000

Sì questo è il post numero 5.000 di maestroalberto.it, un’avventura iniziata circa cinque anni fa quasi per gioco.

In questi anni il blogging è cambiato notevolmente e con l’avvento dei social network tutto in internet è divenuto più rarefatto in quanto la condivisione è anche dispersione.

Ma non è di questo che voglio parlare in questa occasione, né voglio sciorinare dati e tanto meno cadere sull’errore dell’auto celebrazione.

Tranne alcuni guest post che si contano sulle dita di una mano ho scritto io tutti gli articoli di questo sito. Contemporaneamente ho continuato a pubblicare sull’altro mio blog Maestro Alberto: il web per la Scuola Primaria e ho aggiornato il mio motore di ricerca Ricerche Maestre.

Insomma sono riuscito a dare continuità al mio lavoro senza pause se non quelle fisiologiche per le vacanze.

Questi, tuttavia, sono giorni di riflessione per me. Per scrivere su un blog seguito come questo, infatti, ci vuole tempo e la mente libera. Due ingredienti essenziali che in questo momento non possiedo del tutto.

I lettori affezionati avranno certo notato un certo calo delle pubblicazioni. Ma capitano periodi nella vita in cui ci sono cose più importanti da fare che scrivere su un blog: dietro a un blog c’è sempre una persona, con le sue debolezze, con i suoi affetti, con i suoi impegni inderogabili.

E la vita prima o poi presenta il conto. Quando le persone che ti stanno accanto reclamano silenziosamente la tua presenza, quando le tue giornate sono scandite dalle visite in ospedale, dai tuoi cari da accudire, dai figli che hanno bisogno della tua presenza, dai pensieri che logorano la tua mente, non c’è più tempo per tutto il resto e anche se ci fosse il tuo cervello non risponderebbe come vorresti.

In questi ultimi anni ho sentito il dovere di pubblicare articoli quasi quotidianamente ed è stato un piacere. Spero presto di ritrovare questa condizione dell’animo.

Stress da blog: i blogger rischiano la morte?


burnout

“Internet, la morte arriva col blog”, questo è il titolo dell’inquietante articolo pubblicato da ANSA. La Causa? Lo stress.

…lo stress di tener aggiornato 24 ore su 24 un ‘diario on line’ combinato con l’assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web…

Si citano casi di blogger morti o colpiti da infarto, si parla dell’enorme pressione a cui i blogger professionisti (soprattutto americani) sono sottoposti, si riporta il caso di Michael Arrington, fondatore e direttore di TechCrunch, che è ingrassato di 15 chili in tre anni e che ha attribuito allo stress da blog il fatto che ora soffre gravemente di insonnia.

In effetti un blog di successo può certamente incanalarti in un circuito vizioso dove ci si sente quasi obbligati a sfornare post quotidiani e quindi a reperire continuamente informazioni, filtrarle e proporle con un tuo stile personale.

Non solo, c’è anche la gestione tecnica del blog, il rapporto con i lettori, con gli altri blogger, tutta la rete sociale di relazioni che nel tempo si creano e che a volte ci sopraffanno.

Certo se si eccede, se ci si siede 14 ore al giorno di filata davanti al pc, se si comincia a consumare i pasti davanti allo schermo, qualche problemino salterà sicuramente fuori.

In ogni caso nell’articolo si parla soprattutto di blogger professionisti, specie che in Italia non esiste perché anche chi campa di internet nel nostro Paese non è soltanto un blogger ma spesso anche giornalista o editore di piccole o grandi testate online.

Io, nel mio piccolo, ho pensato bene di dare più importanza alla mia salute e, anche se talvolta mi sento un rimbecillito con l’ansia da post, questo fine settimana ho spento il computer e ho pensato bene di stendere le mie stanche membra al sole. Per tre giorni ho chiuso con i blog, con la solita confusa e noiosa blogorrea quotidiana.

Mi sono connesso via laptop (e N95) soltanto qualche ora sopratutto per leggere la posta.

Il tempo è stato bello, l’odore del mare era forte e non c’era ancora nessuno…



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