Archivio per la tag 'blogging'

ByteMyPhoto: concorrente per ImageShack e AllYouCanUpload

Bitemyphoto.com - Image Sharing
cool graphics at www.BiteMyPhoto.com

ByteMyPhoto, come i concorrenti ImageShack e AllYouCanUpload, non fa altro che ospitare immagini al volo rendendo codici da incollare in blog e siti web per mostrare l’immagine caricata.

Per accedere al servizio è necessaria la registrazione, in cambio è possibile l’upload multiplo e si ha la possibilità, attraverso una pagina personale, di tenere traccia delle nostre immagini per richiamarle quando si vuole. Addirittura si può curiosare sulle immagini caricate da altri utenti.

Vedi: AllYouCanUpload vs ImageShack

MyFabric Lite: la YouTube dello storage online

La vesione Lite del servizio di storage online MyFabric si presenta con grandi credenziali.

MyFabrik Lite consente agli utenti di caricare files multimediali (audio, video, foto) anche di grandi dimensioni.

Lo scopo del servizio è quello di consentire di allegare grandi files alla posta elettronica e, soprattutto, di generare al volo una porzione di codice HTML da copiare ed incollare nei blogs per riprodurre contenuti multimediali attraverso un player, proprio come si fa con YouTube per i video o con Flickr per le foto. Assolutamente da provare.

Lo spazio messo a disposizione gratuitamente da MyFabrik è il solito giga. Sotto due esempi di cosa si può fare con la versione Lite.

Un player mp3:

Una slideshow:

Una striscia di foto:

Visto su Red/WriteWeb

GoEar: musica nel tuo blog!

goear

GoEar è un sito nel quale si possono caricare files mp3 e aggiungerli su un account personale. Ogni brano può essere condiviso attraverso un link e può essere inserito in un blog. Proprio quello che stavo cercando!

Con GoEar si possono creare playlists attraverso un player in Flash un po’ più complesso di quello per il singolo brano (che può essere avviato anche tramite Pop Up) e possiamo decidere di condividerle o di mantenerle private. Presto ne aggiungerò alcune a questo blog.

Naturalmente, nella community, si può cercare musica e condividere quella di altri utenti. La canzoni sono suddivise per generi ed artisti e l’offerta è già ricca. Ogni utente ha una pagina personale e c’è anche un forum di discussione. Cosa volere di più?

Resize2mail: un altro pratico riduttore di immagini online

resize2mail

Resize2mail è un altro pratico riduttore di immagini online. Non c’è bisogno di lanciare nessun software di grafica digitale. Chi ha bisogno di ridimensionare una foto per la posta elettronica o per postarla in un blog ha a disposizione un semplice strumento che in tre passi esegue l’operazione.

Ho parlato spesso di questo tipo di tools nel blog, guarda i posts correlati sotto. Io continuo ad usare PicResize, con il quale mi trovo molto bene.

Interessante anche l’applicazione gemella Photo2mobile, che consente di approntare immmagini da trasferire su una gran quantità di telefoni cellulari.

Entro venti anni ci sarà un presidente che oggi ha un blog e la gente tornerà a leggerlo per vedere ciò che aveva detto

Matt

Lo ha dichiarato il padre di WordPress, vale a dire Matt Mullenweg (Houston, 1984), il creatore della famosa piattaforma blogging su cui si basa anche questo blog, a Siviglia in occasione di “Evento Blog España“.

Più di mezzo milione di utenti di WordPress e la sua azienda, Automattic (12 impiegati, ta i quali l’ex vicepresidente di Yahoo!, Toni Schneider,) ha ricevuto offerte di acquisto milionarie, ma per fortuna ancora WordPress continua ad essere libero e svincolato dalle grandi logiche di mercato.

Leggendo la sua intervista (in spagnolo) che tocca numerosi temi di attualità, mi hanno colpito molte dichiarazioni intelligenti e lungimiranti, soprattutto se pensiamo che vengono da un un ragazzo di soli 22 anni. Io ne sottoscrivo simbolicamente una: “il futuro del software è essere libero e gratuito“. Bravo Matt, non ti rimangiare mai queste parole!

Traduco gran parte dell’interessante intervista rilasciata a Cadena Sur (il grassetto è mio), tralasciando le domande e concentrandomi sulle affermazioni di Matt.

“Ai media tradizionali piace controllare il messaggio, ma i bloggers forniscono un certo grado di equilibrio nella comunicazione: la gente desiderava avere più voce in capitolo nei media e i blogs gliela hanno data. Penso, tuttavia, che blogs e giornalismo sono cose diverse. I giornalisti comprovano l’autenticità delle loro fonti e seguono molte regole che i bloggers non hanno, ma non credo che questo sia negativo, fa parte del loro potere. Il blog è un mezzo meno strutturato e più informale, ma anche cosi continua ad essere affidabile. Sbaglio spesso quando pubblico, ma subito arriva qualcuno che me lo dice nel primo commento. Non c’è nulla da nascondere. In ogni caso credo che tutti dovrebbero seguire certe norme etiche, i bloggers dovrebbero aspirare almeno a seguire quelle dei media tradizionali. Ma non credo che la mancanza di alcune delle ristrette regole del giornalismo sia un inconveniente.”

Ad oggi ci sono 50 milioni di bloggers, ma penso che il fenomeno continuerà a crescere, ci sono ancora 5.999 milioni di persone che non li utilizzano. Stanno arrivando nuovi strumenti che faciliteranno ancora di più le cose, Microsoft Office consentirà di postare direttamente dall’editor di testi, le grandi imprese di Internet vi stanno penentrando con decisione. Yahoo! ha appena detto che darà un nuovo impulso ai suoi sforzi in questo campo. Per fare in modo che la crescita si produca si devono rendere le cose più facili, ma anche allargare le utenze, che attualmente crescono più rapidamente del numero delle persone che scrive blogs. Attualmente WordPress.com, dove si creano 3.000 blogs al giorno, ha circa 470.000 bloggers che, soltanto in settembre, hanno ricevuto 17 milioni di visite. La maggioranza delle persone che scrive in WordPress, il 70%, lo fa in inglese, il resto in altre lingue.”

“L’8% dei post che si srivono ogni giorno hanno un link a un a foto di Flickr e un altro 10% usa servizi simili. Stiamo cercando di fare in modo di integrarci meglio con questi servizi, così come con YouTube, con il quale abbiamo un accordo per pubblicare un video in WordPress cliccando un solo bottone. In ogni modo, non credo che il testo scomparirà a causa del successo del video e del suono in Internet. Sopravviverà millenni.”

Il futuro del software è essere libero e gratuito. Anche Microsoft stà cambiando in questo senso e vende sempre più servizi e non programmi, come Google, che offre tutto gratis e poi fa soldi con la pubblicità. Il mondo del software libero se n’è reso conto 15 o 20 anni fa che ci sono altri modi fare soldi. Se WordPrerss non fosse a codice aperto non staremo qui. L’utente medio in realtà non si preoccupa della licenza che un programma utilizza, molti non sanno se il programma che usano è software libero o no. Ma se prestano attenzione al prezzo, gli piace che sia gratuito e beneficiano del lavoro della comunità di sviluppatori che non sarebbe quella che è se wordPress non fosse libero. La comunità è indispensabile, WordPress attrae i migliori programmatori, i migliori professionisti e trae beneficio da questo. Alcuni dipendenti della mia compagnia, Automattic, realizzavano cose per WordPress dopo il lavoro, impiegando ore e ore di notte senza che nessuno li pagasse per questo. Ci sono softwares che si realizzano per denaro e softwares che si fanno per amore. Credo che gli utenti sappiano distinquere perfettamente il software che si realizza con amore.”

Akismet ha avuto molto successo, abbiamo firmato accordi con Yahoo! e The New York Times. Lo spam presuppone un costo in denaro perché il tempo che impieghi per eliminarlo sono soldi persi, per questo il filtro interessa a molti siti web.”

“Con WordPress non abbiamo avuto prodotti a pagamento fino a qualche mese fa, quando abbiamo offerto la possibilità agli utenti di assegnare l’indirizzo che volevano alle loro pagine, un proprio dominio, e sta funzionando perfettamente. Questo sarà probabilmenteil modello di affare per WordPress.”

“Abbiamo ricevuto offerte di acquisto molto interessanti economicamente, ma la mia idea di successo non era lavorare per Yahoo!.
Credo che tra i grandi della rete Google sia stato quello che meglio ha saputo conservare il suo carattere innovativo, nonostante sia una compagnia enorme, ma in generale le grandi compagnie non sono capaci di innovare, questo è riservato ai piccoli. Se hai una applicazione e la utilizzano in 20 milionidi utenti, qualsiasi cambiamento è molto difficile perché nel farlo ne scontenti 100.000. Per questo i grandi comprano le piccole compagnie, anche se non ha gran effetto. Yahoo! ha comprato Flickr ma l’acqiusto non l’ha cambiata molto come compagnia. YouTube è riuscita a fare quello che Google, Microsoft, Apple o Yahoo! non sono stati capaci di fare e per qusto è stata acquistata, e non mi sembra male, è un bene che abbiano raggiunto una ricompensa per questo.”

L’aspetto fondamentale del web 2.0 è la capacità di pubblicazione, il valore è nella gente e nei contenuti. Esiste inoltre un cambiamento di mentalità degli internauti rispetto ai contenuti che generano, sui quali stanno anche acquisendo un certo controllo. Prima eravamo come nel Medioevo, dove molti lavoravano la terra di un padrone e raggiungevano per questo pochi benefici. Ora si condividono i risutati tra chi pubblica i contenuti e chi li produce. E’ un cambiamento di mentalità che provovca una rivoluzione quieta. Entro venti anni ci sarà un presidente che oggi ha un blog e la gente tornerà a leggerlo per vedere ciò che aveva detto.

  • Link all’intervista originale (in lingua spagnola).
  • L’intervista su El Pais
  • Il mio commento sul sito di Matt
  • Foto di EBE06 su Flickr

Prendere appunti sopra una pagina web con Fleck

fleck

Fleck consente di interagire sulle pagine web come se fossero un foglio di carta o una lavagna. Si possono aggiungere annotazioni come quando si attacca un post-it, segnare un punto preciso della pagina, salvarla con le nostre note, inviarle per posta elettronica o usarle in un blog.

Fleck può essere integrato via browser tramite un bookmarklet e fornisce un’estensione per Firefox.

In sostanza consente alle persone di condividere informazioni e di aggiungene come su uno strato superiore e interattivo al web stesso. Questa è appunto l’idea motrice dei fondatori di Fleck: dare un ulteriore livello di interattività alla Rete.

Geniale, semplice ed straordinariamente efficace.

Visto in TechCrunch

Demo

Il servizio purtroppo è a pagamento.

Update: il servizio è a pagamento solo nelle versioni pro (vedi commenti).


Pixel Art

Pixel Art

Coding

Coding

albertopiccini.it

Se stai cercando notizie e contenuti sul mondo della Scuola Primaria, clicca sul banner sopra.

Seguimi

Fanpage: