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Youngest Blogger: i giovani blogger più famosi del mondo


youngestblogger

Carl Ocab, un givane blogger che ha iniziato a monetizzare il suo impegno alla tenerà età di 13 anni, ha lanciato un nuovo progetto chiamato Youngest Blogger.

Si tratta di un tentativo di monitorare la classifica dei 100 blogger giovani più famosi del mondo che sono già nel campo dell’internet business e hanno iniziato a far denaro con i loro progetti online.

La classifica si basa sull’età, il Google PageRank, l’indice di Technorati e il rank di Alexa e si aggiorna automaticamente secondo la formula: Age 20%, Google PR 25%, Technorati 30%, e Alexa 25%. Più si è giovani e meglio è dunque.

E’ vero che in rete l’età proprio non è importante ma conta soprattutto chi ci sa fare. Tuttavia il vero limite (o chiave di successo a seconda dei punti di vista) è scrivere online in Inglese.

Nella lista infatti appaiono blogger da svariati paesi ma che scrivono sempre e comunque in Inglese.

Forse in futuro si troverà anche chi scrive in Spagnolo o in Cinese Mandarino ma penso che non troveremo mai e poi mai un giovane blogger, pur bravissimo, che scrive solo in Italiano.

Vi consiglio di dare un’occhiata per soddisfare la vostra curiosità. Ci sono delle autentiche celebrità della blogosfera come il diciassettenne Michael Castilla di WPCandy.

Al momento il primo blogger nella Top 100 ha 13 anni (con un blog che parla di politica), ma in classifica c’è anche un bambino filippino di soli 9 anni…

Via | quickonlinetips


Blogging: 10 consigli su come liberarsi dai troll


blog_trolls

Un blog che si rispetti ha sempre uno o più rompiballe che lasciano commenti fastidiosi, sempre contrari a quello che si scrive, maleducati, talvolta pure offensivi.

Insomma i troll sono una autentica feccia umana che frequenta un blog al solo scopo di infastidire.

Noi blogger purtroppo non abbiamo la possibilità di avere tra le mani fisicamente l’intruso, il lurido troll, e quindi come dovremmo comportarci?

La versione francese di TechCrunch propone 10 modi per affrontare il problema. Prendo spunto dal post originale per le mie considerazioni.

  1. Ignorarlo. Dal momento che è impossibile ragionare (perché è proprio il troll a non volerlo) meglio ignorarlo. Non solo, c’è il riscio di alimentare una discussione fastidiosa ed inutile che può coinvolgere altri lettori. La tentazione è forte quanto siamo provocati ma meglio mantenere la calma.
  2. Provare a discutere con lui. Praticamente impossibile. Ci si potrebbe provare ma le possibilità di riuscire nell’intento rasentano lo 0%.
  3. Ridicolizzarlo. Un buon metodo ma bisogna essere scaltri. Meglio ignorarlo: è meno faticoso. Comunque se ci si riesce è possibile ottenere il consenso degli altri lettori.
  4. Black List. Constatata l’insopportabilità del troll basta provvedere a metterlo nella lista nera dei commentatori e se cambierà nome o email (sempre falsi) si può aggiungere anche il suo IP. Una soluzione semplice e definitiva.
  5. Moderare i commenti. Un provvedimento estremo è quello di filtrare i commenti. Personalmente non lo farei mai. Che senso ha? Un blog è soprattutto condivisione e non si può essere sempre appiccicati al computer ad approvare o meno i commenti. Ci complicheremo la vita aggiungendo troppo lavoro. Faticoso.
  6. Chiudere i commenti. Un scelta ancora più estrema. Non lo farei mai per i motivi di cui sopra e poi grazie ai commenti positivi si ottiene un feedback altrettanto positivo. Le discussioni dei commentatori spesso ti aiutano.
  7. Cancellare i commenti. Forse è meglio prima stabilire delle regole per i commenti. Io, tuttavia, lo trovo inutile: il troll è il primo a non rispettarle. Il nostro blog è come casa nostra e si può tranquillamente scacciare gli intrusi, gli ospiti indesiderati e maleducati. Lo faccio senza remore e senza sensi di colpa.
  8. Fare in modo che i lettori prendano l’incarico. Può capitare nelle discussioni accese che i lettori prendano le tue difese. In quel caso è meglio osservare ed attendere prima di agire. Ma nella mia esperienza i lettori da soli non riescono nell’intento e bisogna ricorrere a soluzioni più drastiche.
  9. Ricambiare con la stessa moneta. Se si ha la certezza di conoscere il troll si può sempre contrattaccare… Per me però sono energie sprecate e c’è il rischio di entrare in una spirale perversa.
  10. Denunciare il troll alle autorità competenti. A mali estremi, estremi rimedi. Strada percorribile, a mio avviso, soltanto in caso di gravissimi danni personali arrecati dal lurido verme che ci attacca.

Via | fr.techcrunch


I blogger italiani non linkano


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Basandosi su Wikio il blog francese Technoligies Du Langage stila una classifica per paese di quanto i blog sono propensi a linkare la fonte dei loro contenuti.

Il paese che linka di più è gli Stati Uniti mentre quello che linka di meno siamo proprio noi in Italia.

Questa è la media per post:

  • 0,17 Stati Uniti
  • 0,12 Germania
  • 0,09 Regno Unito
  • 0,08 Francia
  • 0,06 Spagna
  • 0,05 Italia

Ciò significa che in Italia si trova un link ogni 20 post. Perché?

Secondo me sono due i motivi principali. Il primo si chiama concorrenza: si evita di linkare per citare la fonte originale credendo di sostenere blog in qualche modo rivali per tematiche trattate.

Il secondo, a mio avviso, è dovuto ad una scarsissima coscienza riguardo le notizie che si trovano in rete: per molti internet è un qualcosa di cui appropriarsi piuttosto che da condividere.

Una tendenza che si trova del resto nella vita di tutti giorni: non sono i più bravi a progredire ma i più furbi… Lo si insegna anche nelle migliori famiglie e nei corridoi della politica.

Via | alt1040


Migrazione a Google FeedBurner: nuovo indirizzo feed RSS


feed_rss

Finalmente Google si è decisa a trasferire i miei indirizzi feed RSS su Google Account, raggiungibile a questo indirizzo .

I vecchi indirizzi saranno automaticamente reindirizzati ai nuovi.

Google ha misurato una media dei sottoscrittori del blog negli ultimi 30 giorni assegnandomi circa 2600 abbonati, circa 200 in meno dei picchi dell’ultimo periodo. Ma si tratta di numeri decisamente “ballerini”.

In ogni caso col tempo tutto sembra destinato a stabilizzarsi. Speriamo!

Ho aggiornato pertanto l’indirizzo del feed RSS di maestroalberto. Chi vuole abbonarsi o cambiarlo se è già un sottoscrittore può cliccare sul bottone sopra o su questo link:

http://feedproxy.google.com/maestroalberto/VlXt


Storytlr: la tua vita online in un sito web personale


storytlr

Storytlr è un servizio web gratuito che consente di mostrare la nostra vita online in sito web personale.

Un po’ lifestream, un po’ microblogging, un po’ blogging in un uni applicazione web 2.0.

E’ possibile creare un sito con una URL di secondo livello del genere http://maestroalberto.storytlr.com/ in modo semplicissimo.

Basta importare i contenuti da tutti i social network a cui siamo registrati e indirizzi feed RSS. Supporta Twitter, Facebook, Delicious, Digg, Flickr, Picasa, Qik, Seesmic, StumbleUpon, Tumblr, LastFM, YouTube, Google Reader e Vimeo.

E’ anche possibile scrivere post come in un normale blog, creare storie specifiche filtrando i contenuti e aggiornare il proprio status come in Twitter. Non c’è bisogno di conoscenze specifiche, tutto è estremamente semplice ed intuitivo.

Il nostro Storytlr è configurabile anche nell’aspetto grafico: si può personalizzare il tema, aggiungere un titolo, un profilo, un avatar, una piccola biografia.

Si può promuovere il nostro sito tramite feed, widget e consentire la ricerca dei contenuti.

Si tratta in definitiva di un ottimo servizio. Come ho già detto un po’ blog, un po’ Tumblr, un po’ Twitter, un po’ FriendFeed, un po’ FaceBook.

Una buona maniera di condividere e promuovere la propria presenza online in modo elegante, efficace ed intuitivo.

Via | go2web20


Google Blog Search è impazzito


google_blog_search

Chi mantiene un blog in WordPress forse se ne sarà già accorto guardando i link in entrata nella bacheca di amministrazione: Google Blog Search, non dice più il vero, è impazzito.

Mostra infatti una serie di link in entrata che non c’entrano un tubo con il blog ricercato. Anzi che Technorati era peggio…

Personalmente vi trovo di tutto meno che veri link che puntano ai post del mio blog. E’ un vero e proprio disservizio in quanto mi è sempre rimasto utile capire chi mi linka.

In Google Blog Search trovo anche link che rimandano a commenti che ho rilasciato in altri blog e siti amici che mi hanno messo nel loro blogroll.

Davvero molto strano. Visto che Google non lo fa, c’è qualcuno che sa spiegare cosa sta succedendo?



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