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Blogumentary: un documentario sui blogs

Una visione personale della blogosfera, un documentario ben fatto, in inglese (un ora circa di durata), che indaga sui modi in cui i blogs influenzano i media, le relazioni personali e la politica.

Secondo l’autore mentre i media riducono i cittadini a consumatori passivi, i blogs li riportano ad essere persone attive e protagoniste. Da condividere.

Il sito del progetto: Blogumentary, di Chuck Olsen.

Dimenticare Windows Vista (la contro propaganda)

A pochi giorni dal lancio di Vista assistiamo a una campagna di propaganda più o meno interessata da parte dei media che si assomma alla pubblicità ufficiale. Ma c’è chi la pensa diversamente e invita ad aprire gli occhi.

“Vista è, nel migliore dei casi, mediamente modesto, e nel peggiore ti viene voglia di andare di corsa a Redmond e dare a qualcuno un pugno nel fegato.”

“Microsoft loda nuove caratteristiche, molte delle quali rubate senza alcuna vergogna da Apple Macintosh”.

Estratti dalla recensione di Stephen Manes, dall’autorevole rivista economica Forbes, il quale picchia duro soprattutto sul terreno della sicurezza.

Le conclusioni sono una perla. “Il mio consiglio: mai considerare di aggiornare una vecchia macchina a Vista. Punto. E se non c’è altro rimedio, non comprarne una nuova con Vista finché non esca l’inevitabile Service Pack 1 (meglio conosciuto come il Festival delle Correzioni) per combattere gli orrori che ancora non si conoscono” (traduzioni mie).

C’è proprio da meditare… Meglio aspettare qualche mese in modo che altri utenti lo sperimentino per chi lo vorrà usare, pagando naturalmente anche dei buoni soldi per farlo!

Quando scarichi Firefox, scarichi terrorismo…

terrorism



Questo è l’allucinate messaggio di una ditta americana di software per pocket pc quando provi ad entrare nel suo sito con l’amato browser…

Pubblicità occulta di Internet Explorer o solo anti Firefox? Se usi Firefox, prova! Io disapprovo totalmente.

Via Digg

Spot commerciali e scelte musicali (opinabili) dei pubblicitari

Ogni tanto, guardando la tv, mi accorgo delle scelte particolari fatte dai pubblicitari riguardo le musiche di alcuni spot. Shell ha scelto un mitico pezzo dei Buffalo Springfield, For What It’s Worth (1967), che fu un altentico inno delle rivolte studentesche dei colleges universitari americani, preludio del ’68 europeo.
La canzone in particolare è stata ispirata a Stephen Stills (poi convogliato insieme a Neil Young nei nel celeberrimo quartetto Crosby, Stills, Nash & Young) dagli scontri di piazza avvenuti nel 1967 intorno alla università di Berkeley.
Mi chiedo, che c’incastra con la pubblicità di un carburante? Per fortuna si sentono solo le magnifiche note d’inizio e non il testo.

Scelta azzeccatissima quella del Tè Lipton, Something To Talk About di Badly Drawn Boy, colonna sonora del film About A Boy. Un brano molto british, del più inglese dei musicisti inglesi, un artista che amo molto. Perfetto per la reclame di un tè.

Nota: su YouTube ci sono varie versoni del pezzo dei Buffalo, ho scelto quella che mi sembrava la più rappresentativa dell’epoca in cui è stata registrata, dove oltre a Stills staglia un allampanato Neil Young con tanto di tipico cappello. Da menzionare la simpatica cover fatta dal musicista brasiliano Sergio Mendes alcuni anni fa in versione dance.

Considerazione:fin quando YouTube ci lascerà assaporare queste chicche?

La musica trasmessa dalle radio americane

yesnation
Yesnation rappresenta in flash ciò che alcune radio americane stanno trasmettendo in tempo reale, mostrando il titolo della canzone.


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