Archivio per la tag 'adsense'

Scoprire di chi è un sito grazie a Google con W3 Who

w3who

W3 Who è un’applicazione web che consente di scoprire di chi è un sito grazie a Google.

Questo strumento si basa sui codici di Google Analytics e di Adsense utilizzati in moltissimi siti web, li riconosce e offe una sorta di whois indicando i siti che hanno gli stessi codici, la provenienza geografica del sito, quelli ospitati nello stesso server, l’IP, il titolo, la descrizione.

Potrebbe tornare utile per esempio per verificare se un id Adsense è utilizzato impropriamente in un altro dominio.

W3Who è un servizio gratuito che non richiede registrazione.

Boostpost: bottoni sociali per promuovere il tuo blog

boostpost

Boostpost è un servizio che permette di creare facilmente una serie di bottoni sociali per promuovere il tuo blog.

Si può creare un bottone che aggrega servizi come Twitter, FaceBook, Digg, Reddit ed altri oppure un widget.

Il generatore supporta, oltre alle pagine stansard, TypePd e WordPress.

I publisher, oltre a controllare il ranking dei propri post nei social network, possono anche inserire un ID Adsense.

Il servizio è gratuito e non richiede registrazione.

Servizi simili: Add This!, Add To Any , AddInTo, Social Poster, SocilaList.

Via | go2web20

Finalmente Adsense integrato in Analytics


adsense_analytics

Finalmente Google integra Adsense in Analytics.

Basta seguire la procedura guidata molto semplice dall’account di Adsense.

E’ possibile stabilire un dominio principale, nel caso ne avessimo più d’uno, e in questo caso il monitoraggio è automatico. Per gli altri domini è necessario inserire un codice nel footer del template.

A questo punto è possibile accedere ad Analytics direttamente da ASdsense con un apposito link.

Su “Contenuto” troveremo il bottone Adsense che mostrerà: Panoramica, Principali contenuti, Principali referrer, Andamento.


Google Adsense integrato in Analytics


Buone notizie per i publisher: Adsense comincia ad essere integrato in Analytics, il servizio di statistiche di Google.

Il servizio non è ancora disponibile nella maggior parte degli account Google, ma inizia ad essere diffuso gradualmente.

Per vedere se fosse attivo, dopo esserci collegati ad Analytics ed essere entrati nella pagina principale dei rapporti, è necessario cliccare su “Contenuto” e guardare se c’è la voce apposita.

Le informazioni, a giudicare dal video fornito dal blog ufficiale di Adsense, permettono di stabilire quali sono le fonti di traffico e le pagine di un sito web che forniscono maggiori guadagni.

Il questo modo il publisher è in grado di avere sott’occhio facilmente quei dati strategici che permettono di prendere decisioni per rendere più fruttuoso il proprio blog o sito web.

Via | Google Adsense Blog


SoarPort: inserire grandi immagini in un blog


soarport

SoarPort è un servizio di image hosting specializzato in foto ad alta risoluzione.

Consente l’upload di file grandi fino a 10 mb.

Il servizio si comporta un po’ come fa Scribd per i documenti, in quanto le immagini possono essere navigate e zoomate nei particolari.

SoarPort offre un link diretto alla foto e un codice iframe da inserire in un post o in una pagina web con il viewer contenente l’immagine da esplorare.

Insomma è un sistema consigliato ai blogger e i webmaster che hanno bisogno di condividere immagini grandissime nei loro siti web.

C’è anche la possibilità di inserire da parte dei publisher il proprio codice Adsense per mostrare gli annunci pubblicitari.

SoarPort monitora il numerto di visualizzazioni, permette commenti e valutazioni. Vi si trovano immagini di tutti i tipi e in particolare grafici e diagrammi.


Pubblicità in Twitter: Twittad


twittad

Twittad è un sistema per guadagnare soldi in Twitter tramite l’inserimento di annunci pubblicitari.

Il bello (o il brutto) è che non proviene direttamente da Twitter ma dagli utenti stessi.

Twittad propone di vendere lo spazio della barra laterale sinistra del famoso servizio di microblogging che finora risulta inutilizzata.

Più sono i fellowers più, ipoteticamente, si potrebbe guadagnare.

Si può decidere di vendere lo spazio per una settimana o un mese e Twittad trattiene il 5% dei ricavi. Gli advertiser in cambio possono acquistare vari profili pubblicitari.

Il problema e che gli annunci non sono cliccabili, come accade con Adsense per esempio, e non è dato a conoscere il numero delle impressioni.

Inoltre, a mio per nulla modesto parere, sarebbe un modo perfetto per scoraggiare i seguaci.

Via | techcrunch



Pixel Art

Pixel Art

Coding

Coding

albertopiccini.it

Se stai cercando notizie e contenuti sul mondo della Scuola Primaria, clicca sul banner sopra.

Seguimi

Fanpage: