A proposito di Wolfram Alpha

WolframAlpha

Wolfram Alpha fa un gran parlare di sé.

Il nuovo Google, il Google competitor, l’anti Google, l’ammazza Google, un nuovo concetto di web semantico, il motore della conoscenza computazionale e del calcolo applicato, la risposta a tutto, il motore delle risposte, la rivoluzione di internet, impressionante, fantastico, innovativo, geniale, rivoluzionario, potente…

Il web pullula di articoli del genere “quello che Wolfram Alpha fa meglio di Google” o “quello che Wolfram Alpha fa e Google no”.

Calma… Ricordate Cuil? Presentato anch’esso come l’alternativa a Google si è dimostrato un vero e proprio fallimento.

Wolfram Alpha è una proposta proprio interessante, concordo, da seguire con attenzione, ma non può essere paragonato a Google a mio avviso. Google è Google. Punto.

Google fa del minimalismo il suo punto di forza, WolframAlpha invece non è soltanto un motore di ricerca ma anche un aggregatore di web application.

Il tempo sarà comunque giudice. Staremo a vedere.

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5 Risposte a “A proposito di Wolfram Alpha”

  1. Tooby dice:
    Pubblicato mercoledì 20 maggio 2009 alle 13:21

    Non si possono paragonare neppure lontanamente Google e Wolfram|Alpha (mentre Cuil e Google sì): il primo cerca delle parole nelle pagine web, il secondo interpreta quello che scrivi e ti dà una risposta.

    Su Google posso cercare maestroalberto, e il motore mi ricercherà tutte le pagine che contengono la parola maestroalberto (in modo “stupido”).

    Se chiedo a Wolfram|Alpha “qual è il sito internet di Alberto Piccini?” è capace che sia (sarà) in grado di rispondermi “quale dei due?”.

    (Si provi poi a chiedere a Google la derivata di sin^2(x^2+1), vediamo se dà la stessa risposta di wolfram|alpha).

    Sono due universi diversi. 🙂

  2. Teodoro dice:
    Pubblicato mercoledì 20 maggio 2009 alle 17:52

    Bhè, Google ha un’ egemonia che in parte affonda le motivazioni in due aspetti non trasdcurabili: 1) ha reinvestito e reinveste in risorse, in 10 anni ha compiuto passi da gigante proprio grazie a questa strategia. 2) Per dirla in parole comprensibili..al momento attuale se dici “motore di ricerca” lo associ a Google. Imprintig, che bella parolina che cela analisi, strategie e tutta una serie di “scientificità” che qui divengono lunghe esporre :-). A proposito di Wolfram, mi ha stupito “musicalmente”, seguendo l’esempio riportato sulla D dominante mi sono divertito a “metterlo alla prova” con dodecafonia e assurdità simili…avoi vedere che succede!!!! Ciau

  3. Lobotomia dice:
    Pubblicato giovedì 21 maggio 2009 alle 09:09

    Basterebbe capire la differenza tra sistema esperto e motore di ricerca.

  4. Alberto dice:
    Pubblicato giovedì 21 maggio 2009 alle 10:50

    quest’ultima definizione mi mancava…

  5. teodoro dice:
    Pubblicato sabato 23 maggio 2009 alle 03:26

    Non l’ho capita, resta da dire (e mi tiro una mazzata sui denti, essendo un webmaster con occhio di riguardo al SEO) che Google è “stupido” per davvero. Penalizzazioni, indicizzazioni assolutamente non meritocratiche per il reale contenuto informativo all’utente, analisi semantica da migliorare…sono solo alcune delle pecche di Google. Anche se confido in miglioramenti nel prossimo futuro.
    Quello che invece và messo in risalto di Wolfram è la sua logicità computazionale, la sua capacità analitica.
    Bhè, io continuo con i miei esperimenti musicali e resto sbalordito di cosa ne esce fuori….. Ciau

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