Shared Stuff: condivisione di pagine web secondo Google

google shared stuff


L’ultima delle infinite proposte di Google si chiama Shared Stuff. Si tratta di in servizio di social bookmarking che permette di condividere una pagina web rapidamente con altre perone.

Si installa tramite bookmarklet da trascinare nella barra dei segnalibri. Quando, durante la navigazione, si trova una pagina da segnare ad un amico, clicchiamo sul pulsante e possiamo inviare il link tramite posta elettronica.

Il servizio si integra alla perfezione con Gmail, poiché ne sfrutta la rubrica. Pertanto è facilissimo reperire il nominativo dell’amico o del collega cui vogliamo spedire il link.

Shared Stuff consente di salvare le pagine e tiene traccia anche di quelle delle persone che si conoscono, ovvero dei nostri contatti in Gmail. Google si comporta ancora da Grande Fratello, ma offrendo in questa occasione uno strumento molto utile e estremamente dinamico.

In aggiunta c’è la possibilità di salvare i link nei servizi veri e propri di social bookmarking: Delicious, digg, Facebook, Furl, Reddit, Social Poster.

Si può creare anche un semplice profilo con un’immagine personalizzata e scegliere se rendere pubbliche o private le pagine salvate.

Utile.


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3 Risposte a “Shared Stuff: condivisione di pagine web secondo Google”

  1. Dario Salvelli dice:
    Pubblicato giovedì 20 settembre 2007 alle 18:55

    Ciao Alberto. La mia non vuole essere una critica accusartoria,sai che ci si legge fin da quando hai iniziato a bloggare. 😉
    Non c’entra nulla il mio ultimo post ci tengo a sottolinearlo ma come mai a volte non metti un Via ai post come in questo caso?

  2. Alberto dice:
    Pubblicato giovedì 20 settembre 2007 alle 19:08

    Dario, ti spiego volentieri.

    Di solito lo metto sempre, ma in questo caso avrei dovuto metterne fin troppi: Read/Write, Mashable, TechCrunch, Download Squad, Google Blogoscoped, Google Operating System e almeno un paio di blog in lingua spagnola (che frequento assiduamente vista la mia conoscenza dell’idioma).

    Capisci che in certi casi non sai chi scegliere e mi sembra pure superfluo. Dovevo mettere 7-8 fonti forse?

    Quando un argomento diventa di dominio pubblico, che senso ha mettere un Via?

    Quando invece l’argomento è di prima mano la cosa cambia e privilegio sempre i blog meno celebri piuttosto che quelli americani da 40.000 lettori.

    Credo di essere stato sempre corretto in questo senso, anzi spesso sono i siti di nanopublishing multi autore che ti copiano spudoratamente senza uno straccio di link!

    Spero di essere stato esauriente e di aver soddisfatto la tua curiosità.

    🙂

  3. Dario Salvelli dice:
    Pubblicato giovedì 20 settembre 2007 alle 21:05

    Hai ragione, infatti anche io dubito dell’utilità del Via in questi casi e cerco di mettere la prima fonte che io ho visto. Ma non è una regola nè una conseutudine da seguire, ognuno fa ciò che gli pare. Sarà che sono fissato sulla citazione della fonte più che in termini di autorevolezza nel rispetto di chi magari ci viene a leggere e vuole un quadro più completo avendo anche alternative o pareri comuni.
    Alcuni nano è vero come per i magazine di importanti testate snobbano i “piccoli” blog non linkandoli.

    Ma qui si entra nel discorso casta et similia che è davvero squallido e poco interessante. Abbiamo dunque un pensiero in comune. Grazie per aver soddisfatto la mia sempre troppa curiosità!

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