Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0

scuola e web 2.0

Solution Watch propone un’ottima lista molto variegata di applicazioni web 2.0 per insegnanti e studenti che cercano prodotti e tecnologie da utilizzare nell’anno scolastico appena iniziato.

Ovviamente il target a cui è diretto il post non è certo quello dei primi ordini scolastici, ma gli studenti universitari e gli insegnanti superiori. Tuttavia vi si possono cogliere spunti e suggerimenti interessanti anche se non si appartiene a questa fascia.

La lista (prima parte di un post a cui seguirà una seconda) si giustifica con l’incremento dell’uso che fanno gli insegnanti di blogs e wikis e a causa della crescente domanda degli studenti per gli strumenti online. E’ suddivisa in due parti: strumenti (tools) e applicazioni da ufficio (web applications).

In Italia? Siamo molto indietro, non credo tanto come domanda di applicazioni web online, quanto per l’offerta di validi strumenti in lingua italiana pensati per gli utenti del nostro Paese.

La domanda di strumenti di apprendimento più efficienti e facili da utilizzare è in forte crescita. Persino il concetto di eLearning (la formazione a distanza) come si è diffuso in questi ultimissimi anni comincia ad essere obsoleto ed avrebbe bisogno di una robusta inversione di rotta. la formazione dovrebbe perdere la rigidità dei ruoli consolidati (studente e tutor) e cercare di coinvolgere attivamente chi apprende, il quale si autocoinvolge a sua volta rielaborando concetti per sè stesso e per altri, nell’ottica tipica del web 2.0 e attraverso gli strumenti che lo stesso web 2.0 fornisce. Ma sto divagando dal tema di questo post, la segnalazione di un’ottima lista.

Concludo dicendo che dobbiamo forse cominciare a parlare sempre più spesso di concetti come eLearning 2.0 o Formazione 2.0, se si vuole. C’è qualcuno in grado di raccoglire questa sfida?

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8 Risposte a “Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0”

  1. maestroalberto » Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0 (parte seconda) dice:
    Pubblicato domenica 8 ottobre 2006 alle 15:09

    […] Vedi il mio post: Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0 […]

  2. EduPodcast » Blog Archive » Web Docet 6. Ritorno alla scuola del futuro. dice:
    Pubblicato sabato 14 ottobre 2006 alle 10:43

    […] Ritorno al futuro: la scuola 2.0 [”Back to school with the class of web 2.0 – part 1” e “Back to school with the class of web 2.0 – part 2“, Solution Watch, 29 settembre e 6 ottobre 2006; Alberto Piccini,”Ritorno a scuola con le applicazioni del web 2.0 – prima parte” e “Ritorno a scuola con le applicazioni del web 2.0 – parte seconda“, 1 ottobre e 8 ottobre 2006] […]

  3. Maestro Alberto » Sesta puntata di Web Docet: “Ritorno alla scuola del futuro” (c’è anche Maestro Alberto) dice:
    Pubblicato sabato 14 ottobre 2006 alle 16:18

    […] Ritorno al futuro: la scuola 2.0 [”Back to school with the class of web 2.0 – part 1” e “Back to school with the class of web 2.0 – part 2“, Solution Watch, 29 settembre e 6 ottobre 2006; Alberto Piccini,”Ritorno a scuola con le applicazioni del web 2.0 – prima parte” e “Ritorno a scuola con le applicazioni del web 2.0 – parte seconda“, 1 ottobre e 8 ottobre 2006] […]

  4. maestroalberto » Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0 (terza parte) dice:
    Pubblicato sabato 28 ottobre 2006 alle 20:47

    […] Vedi i miei post: Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0 e Ritorno a scuola con le applicazioni del Web 2.0 (parte seconda) […]

  5. Giuliano Prati dice:
    Pubblicato mercoledì 1 novembre 2006 alle 10:15

    Tema certamente interessante e da approfondire, ma come coniugare Web 2.0 quindi tecnologie AJAX con il rispetto della Legge Stanca (04/2004) che va obbligatoriamente applicata alle scuole e alle università?

  6. Alberto Piccini dice:
    Pubblicato mercoledì 1 novembre 2006 alle 10:36

    Tocchi un tasto dolente, quello dell’approccio e del rapporto dei nostri politici con le tecnologie dell’informazione. Pensa ad Urbani con il suo delirante decreto o allo stesso Stanca che invia a casa un opuscolo sull’uso delle nuove tecnologie e lo fa soltanto per posta ordinaria… ci mancava che ce lo inviasse tramite corriere a cavallo! Siamo alla preistoria purtroppo.

  7. GIuli dice:
    Pubblicato sabato 6 gennaio 2007 alle 10:16

    Ciao, perche scusa, come doveva inviare a casa le informazioni? Tramite email? La cosa non e’ fattibile dato che per la legge sulla Privacy non si puo usare l’indirizzo senza averlo espressamente fornito.
    Io sono a favore al 100% della Legge Stanca perche prova almeno a mettere un po’ di ordine nel caos che vige all’interno della pubblica amministrazione relazionata con la cittadinanza. Che poi non si rispetti questa legge e’ un altro discorso ma almeno una buona base di partenza c’e’.
    Urbani non capisco che centri in questo discorso Web 2.0 Ajax e Accessibilita

  8. Alberto Piccini dice:
    Pubblicato sabato 6 gennaio 2007 alle 11:00

    L’invio per posta non raggiunge il target e costa un sacco di soldi.
    Nei commenti il discorso è andato a cadere sul rapporto politici – tecnologia dell’informazione.
    Da questo punto di vista non mi pare che abbiano dimostrato di essere molto competenti. L’ultimo caso, quello dei video online, conferma questo pensiero.

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